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“Un Miracolo anche per i Medici”. 21 Ottobre.

   La storia odierna ha per protagonista Andrea, un ragazzino di quindici anni di Torre Annunziata, in Provincia di Napoli.

   Il racconto viene così riferito dal fratello maggiore Rino, testimone diretto di quanto avrebbe vissuto il giovane Andrea.

   Rino così racconta: «Era un Sabato sera e mio fratello Andrea faceva un giro in motorino con un nostro cugino, quando qualcosa va storto, per cui il motorino si impenna, si capovolge e Andrea cade a terra battendo con la testa di taglio sul marciapiede.

   Egli così perde i sensi e viene trasportato subito in Ospedale, dove la Diagnosi è infastua: trattasi di emorragia ed edema con sbilanciamento dell’asse celebrale; zigomi e mascella rotti, timpano rotto e schiacciamento del polmone.

   Viene operato d’urgenza e, con un intervento chirurgico disperato, che dura ben dodici ore, gli viene rimossa la calotta cranica.

   Durante l’intervento, per un attimo mi allontano dalla Sala di Attesa, per recarmi in bagno.

   Guardando lo specchio, sopra al lavandino, vedo riflesso un Monaco con la barba.

   Incredulo chiudo gli occhi, li riapro, ma quel Monaco è scomparso.

   Tuttavia, in piena notte, camminando per il corridoio del Reparto, sento come una presenza accanto a me.

   Nostra nonna, l’indomani, mi riferirà di aver sentito proprio in quell’orario, nel quale camminavo per il Reparto, un forte profumo di rose, ma che non ne comprendeva l’origine.

   Intanto mio fratello viene portato in Terapia Intensiva e tutti i Medici concordano nel ritenerlo clinicamente morto.

   La notte successiva sogno Padre Pio, con il capo chino ai piedi dell’Altare; nel sogno cerco di sollecitarlo ad aiutare mio fratello, ma Padre Pio mi dice di sedermi, di pregare e chiedere perdono.

   Io volevo conoscere il motivo di tale richiesta di perdono, ma Padre Pio mi zittì invitandomi nuovamente alla Preghiera.

   Fatto sta che mio fratello Andrea rimane per tre mesi in coma e io, tutte le notti, sognavo Padre Pio che mi diceva di non preoccuparmi, poiché sarebbe andato tutto bene.

   Volevo credere in Padre Pio, ma i Medici continuavano a confermare che non vi era alcuna possibilità di recupero e se anche Andrea si fosse risvegliato, sarebbe rimasto comunque in uno stato vegetativo.

   In effetti, dopo tre mesi, Andrea aprì gli occhi, ma era realmente in uno stato vegetativo e passava da un Ospedale a un Clinica, senza che nulla cambiasse.

   Un vero calvario, al quale però, improvvisamente, subentrò la resurrezione, poiché da un giorno all’altro Andrea abbandonò questo suo stato vegetativo, tornando a riprendere tutte le sue funzioni vitali, con una normale autosufficienza.

   Noi tutti familiari comprendemmo quale importante intervento aveva compiuto Padre Pio, tanto che, ancora oggi, gli siamo tutti noi di famiglia devoti e riconoscenti.

   Oggi Andrea ha ventisei anni, gioca a calcio e sta per sposarsi.

   Per tutti i Medici, che hanno seguito la situazione clinica di Andrea, quello che è accaduto si chiama con un solo nome: “Miracolo”!».

   Tutti noi, devoti di San Padre Pio da Pietrelcina, non possiamo che dare Gloria a Dio Padre, per averci donato un tale importante e luminoso Santo, in quest’Epoca in cui la Fede tende sempre più ad affievolirsi, specie in coloro che sono ormai da tempo lontani dalla Preghiera del cuore.

DIDASCALIA:

Padre Pio, con il capo chino, ai piedi dell’Altare, così come lo ha potuto sognare il testimone dell’odierno racconto.

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