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SPECIALE PADRE PIO E SAN GIOVANNI PAOLO II. 22 Ottobre.

   “Fede e Amicizia”.

   Il legame tra Padre Pio da Pietrelcina e Papa Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla), del quale oggi ricorre la Memoria Liturgica, è rimasta una delle storie di Fede e di Amicizia più intense della Chiesa del Novecento, segnata da incontri personali, lettere e, infine, dalla proclamazione della Santità di Padre Pio da Pietrelcina.

   Il loro legame spirituale è iniziato nell’Aprile del 1948, quando il giovane Sacerdote polacco Karol Wojtyla (futuro Papa) si recò a San Giovanni Rotondo per conoscere Padre Pio, per poi confessarsi da lui.

   Il 17 Novembre del 1962, mentre Monsignor Wojtyla si trovava a Roma, scrisse una lettera a Padre Pio chiedendogli di pregare per una sua amica polacca, Wanda Półtawska, gravemente malata di cancro.

   Pochi giorni dopo la donna guarì in modo inspiegabile.

   Dopo la morte di Padre Pio, il Pontefice visitò la sua tomba nel 1974, quando era ancora Cardinale.

   Diventato poi Papa, Giovanni Paolo II, il 25 Maggio del 1987, tornò a pregare sulla sua tomba.

   Non si può infine trascurare che sia la Beatificazione, che la Canonizzazione di Padre Pio sono state proclamate entrambe dal Pontefice Giovanni Paolo II, procamandolo Beato il 2 Maggio del 1999 e, successivamente, Canonizzandolo il 16 Giugno del 2002 in Piazza San Pietro, gremita da una immensa folla, che sfociava fin nelle vie di uscita dalla medesima piazza.

   Da come si evince, quindi, il loro è stato un legame spirituale intenso, che si è protratto oltre la vita terrena.

   In un documento autografo, il Pontefice Giovanni Paolo II, tre anni prima della sua morte, il 5 Aprile del 2002, racconta come è avvenuto l’incontro con il giovane Frate Cappuccino.

   Il testo tratta la dichiarazione del Papa, due mesi prima della Canonizzazione di Padre Pio, dettata e scritta in polacco, che porta in calce la sua firma autografa.

   Un prezioso documento di cui poco si è parlato, ma che testimonia e custodisce ulteriormente il rapporto tra i due Santi.

   Si tratta di una testimonianza autografa, sul suo incontro con Padre Pio, indirizzata ai Frati Cappuccini di San Giovanni Rotondo per il loro Archivio, da non pubblicare prima della sua morte.

   Il giovane Sacerdote aveva un grande desiderio di conoscere personalmente Padre Pio per tre motivi: incontrare il Cappuccino Stigmatizzato, confessarsi da lui e partecipare alla sua Santa Messa.

   Tale incontro avvenne probabilmente nella “Settimana in Albis”, tra il 29 Marzo e il 4 Aprile del 1948.

   Il Sacerdote polacco arrivò a San Giovanni Rotondo “nella serata di un giorno di Aprile”.

   Egli ebbe modo di attestarlo quando è ritornato per la seconda volta da Cardinale, nel 1974, con una frase scritta di suo pugno, esistente nel registro dei Visitatori Illustri del Convento.

   Il giovane Don Karol, appena da qualche mese Sacerdote (1° Novembre del 1947), riuscì a incontrare Padre Pio poco dopo il suo arrivo, scambiando con lui “poche parole”.

   Il giorno dopo egli partecipò alla Santa Messa di Padre Pio, nella Chiesetta antica; una “Celebrazione lunga”, durante la quale sul volto di Padre Pio si evidenziava una profonda sofferenza.

   Le Stimmate erano coperte con una fascia nera e, durante la Celebrazione, nella chiesa si aveva la consapevolezza che sull’Altare si stava compiendo il Sacrificio di Cristo stesso, un Sacrificio incruento, ma che, nello stesso tempo, le ferite sanguinose sulle mani di Padre Pio, facevano pensare a quel Sacrificio di Gesù Crocifisso.

   A Don Karol Wojtyla rimasero ben impresse nella memoria “la sua presenza, la sua persona, le sue parole“.

   Dopo la Santa Messa, il Sacerdote Polacco e il Cappuccino Stigmatizzato si ritrovano, in maniera riservata, nel Sacramento della Riconciliazione.

   Il Pontefice Giovanni Paolo II lo rivelò pubblicamente durante l’Omelia della Santa Messa di Canonizzazione, il 15 Giugno del 2002, dopo aver affermato che “Padre Pio era stato generoso dispensatore della Misericordia Divina, rendendosi a tutti disponibile attraverso l’accoglienza e la direzione spirituale, specialmente nell’amministrare il Sacramento della Penitenza”.

   Il Papa, in quella occasione, parlando a braccio, aggiunse: “Anch’io ho avuto il privilegio, nei miei anni giovanili, di poter usufruire della sua disponibilità nel Sacramento della Penitenza”.

   Di certo il giovane Sacerdote polacco venne conquistato da quel particolare Confessore, “il quale aveva un semplice, ma chiaro discernimento, trattando il penitente con un vero e grande amore”.

   Papa Giovanni Paolo II chiude il suo documento con una frase significativa: “Questo primo

incontro con lui, ancora vivente e stigmatizzato, a San Giovanni Rotondo, lo considero come il più importante e ringrazio, in modo particolare, la Provvidenza per tale dono“.

DIDASCALIA:

L’originale documento inedito, scritto dal Pontefice Giovanni Paolo II, che testimonia e racconta il suo legame con Padre Pio.

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