25 Ottobre.
SPECIALE PADRE PIO E
SAN GIOVANNI PAOLO II
“Il Miracolo ancora più grande”.
La Dottoressa Wanda Poltawska, amica dell’Arcivescovo Wojtyla e destinataria del Miracolo avvenuto per Intercessione di Padre Pio, continuava a essere all’oscuro di quanto le era realmente accaduto per mezzo della Preghiera del Santo Frate di Pietrelcina.
Sarà poi lo stesso Monsignor Wojtyla a raccontarle tutto quando sarebbe rientrato in Patria.
In quel tempo la Polonia non aveva nessun contatto con l’Italia, pertanto la Dottoressa Wanda non conosceva neppure l’esistenza di Padre Pio.
È da aggiungere, anche, che la Dottoressa Wanda, non essendo particolarmente attaccata alla Religione, resta dubbiosa innanzi al racconto del Vescovo Woytila.
Tutto le diverrà più chiaro soltanto alcuni anni dopo, in seguito a un viaggio che le sarebbe rimasto per sempre impresso nella memoria.
Lei stessa così, in seguito, racconterà: «Poiché avevo complicazioni a una vertebra cervicale, dopo un incidente capitatomi nel campo di concentramento, fui costretta ad andare in America per un intervento chirurgico.
In questa occasione mi diedero il passaporto che, fino ad allora, non ero riuscita mai a ottenere.
Il mio Chirurgo si trovava a Honolulu e, per andarci, avevo un biglietto che mi consentiva di fare quasi il giro del Mondo, tanto che pensai di approfittare per recarmi anche in Italia.
Così, al ritorno dall’America, feci tappa a Roma, dove, in quel periodo, si trovava anche il Vescovo Karol Wojtyla, il quale, dopo averlo incontrato, mi suggerì anche di recarmi a conoscere Padre Pio.
Era il mese di Maggio del 1967.
Io non conoscevo neppure la lingua italiana, ma grazie a Suor Massimiliana, una conoscente di Karol Wojtyla, fui accompagnata a San Giovanni Rotondo, dove subito notammo una straordinaria folla davanti alla chiesa, tanto da avere difficoltà per poter entrare; ma, stranamente, poco dopo si presentò un Frate, che in seguito seppi essere Padre Tarcisio, al quale la Suora, in tutta franchezza disse: “Vi è qui con me una signora che, per la prima volta, ha ricevuto un passaporto; per cui lei non potrà più venire una seconda volta; quindi come può fare per vedere Padre Pio?”.
Padre Tarcisio, indicandoci un ingresso nelle vicinanze, rispose: “Venite alle cinque del mattino davanti a questo portoncino”.
L’indomani facemmo quanto ci aveva detto il Frate e, alle cinque del mattino, ci mettemmo innanzi al portoncino che ci aveva indicato e che ben presto venne aperto.
Entrate in chiesa, io e la Suora ci siamo sistemate accanto all’Altare.
Di lì a poco è iniziata la Santa Messa celebrata da Padre Pio, che potevo avvertire come fosse quasi accanto a me.
Posso ben dire che nessun Sacerdote aveva mai celebrato la Santa Messa come Padre Pio.
In chiesa vi era una atmosfera e un silenzio surreale, nonostante la Santa Messa si protrasse a lungo.
Durante la Santa Messa io ero talmente vicina all’Altare che vidi il sangue delle sue Stimmate che impregnava i guanti.
Terminata la Celebrazione, Padre Pio tornava piano piano in Sagrestia, dalla parte in cui eravamo io e la Suora.
Io, come Medico, in ogni movimento di Padre Pio, ben riconoscevo i sintomi della sua sofferenza.
Padre Pio si guardava intorno, come per cercare qualcuno; poi, con grande mio stupore, è venuto direttamente davanti a me e, dandomi una carezza sulla testa, mi ha detto: “Figliola, adesso va bene?”.
Solo in quel momento ho avuto una particolare e straordinaria illuminazione interiore, tanto da capire subito che vi era stato un suo intervento, poiché prima io non credevo realmente.
Da quel momento, Padre Pio ha cambiato completamente la mia vita.
Ora io definisco Padre Pio “Il mio santo privato”, poiché io Lo sento sempre vicino a me; egli mi assiste e mi protegge, poiché, ancora prima del mio corpo, egli ha guarito il mio spirito, facendomi comprendere l’importanza e la necessità della Fede».
Una storia che testimonia, in maniera straordinaria, come la guarigione del corpo e dell’anima debbano essere una cosa sola… per poter davvero comprendere i Miracoli che avvengono ogni giorno nella nostra vita.

DIDASCALIA:
Wanda Półtawska (1921–2023) Medico polacco, superstite dell’Olocausto, in visita, insieme al marito, dal Pontefice Giovanni Paolo II.