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“La Via per la Santità”. 26 Ottobre.

26 Ottobre.

   “La Via per la Santità”.

   Tra i vari Aneddoti di Padre Pio, si racconta quello di una Suora, infermiera presso un Ospedale, la quale avvertiva in sè un affetto particolare per un Medico; nulla di grave, ma la voce della coscienza non le concedeva pace.

   Così pensò di recarsi a San Giovanni Rotondo, nella certezza che Padre Pio fosse l’unica persona alla quale avrebbe potuto chiarire quello stato della sua anima.

   Ottenne così la possibilità di raggiungere San Giovanni Rotondo e potersi così confessare da Padre Pio.

   Arrivata sul posto, si recò subito presso il Confessionale di Padre Pio e, quando giunse il suo turno, ella così cominciò ad accusare tutti i suoi peccati, ma prendeva del tempo prima di arrivare a manifestare quel particolare problema che l’angustiava interiormente.

   Padre Pio, che ben sapeva leggere nelle coscienze di chi si recava da lui per confessarsi, intervenne subito sull’indugio della Suora dicendo: “Figliola, l’altro problema quando me lo vuoi dire?”.

   La Suora, alquanto meravigliata, dopo qualche iniziale titubanza, subito manifestò tutto il suo reale stato d’animo, che Padre Pio ben seppe comprenderne l’intima esistenza dei particolari.

   Pertanto, dopo averla ben ascoltata, Padre Pio così concluse: “Figlia mia, devi cercarti un altro Confessore, io non ti posso dare l’Assoluzione”.

   Questa fu la risposta che chiuse la Confessione di tale Suora, la quale lasciò il Confessionale rattristata, ma anche certa che Padre Pio volesse il vero bene della sua anima.

   In effetti, per Padre Pio, ogni “stato di vita religiosa” era visto come una vera e propria “Chiamata Divina”, quindi per lui vi doveva essere nell’individuo un rigoroso controllo del suo comportamento e della interiore spiritualità, la quale doveva essere sempre ben controllata, per poter raggiungere un santo equilibrio nella vita, non solo di quella esteriore, ma anche e soprattutto di quella interiore.

   Altrettanto doveva avvenire per chi aveva avuto la vocazione verso il Matrimonio, il quale doveva avere le stesse connotazioni di una vera e propria vita consacrata, un dono altissimo, che richiedeva quindi una equiparata responsabilità.

  In definitiva, proprio per l’altissima considerazione che Padre Pio aveva della “Vocazione Consacrata”, egli era estremamente severo e rigoroso verso chi si presentava presso il suo Confessionale, sia che fosse un Sacerdote, un Frate, o una Suora; del resto, Padre Pio era convinto che chi aveva ricevuto la Grazia di una vera e propria Vocazione religiosa, egli aveva ricevuto anche un Dono, quindi una Grazia Divina.

   In tale “condizione di grazia”, quindi, non vi potevano essere, in senso lato, compromessi di nessun genere; per cui il Consacrato, o la Consacrata, avrebbero dovuto dare di più degli altri a Nostro Signore.

   In ultima analisi, quindi, per Padre Pio un errore, o una tiepidezza di un Consacrato erano considerati da lui molto più gravi rispetto alle mancanze di un laico.

   Pertanto egli esigeva dai Consacrati una fedeltà assoluta verso i Voti promessi (Povertà, Castità e Obbedienza), assieme a una intensa vita dedita al prossimo, fatta soprattutto di Preghiera.

   La sua severità non era mai fine a sé stessa, ma era un atto di bene profondo e di Carità, poiché il suo intento era quello esclusivo di salvare le Anime a lui affidate e preservare la bellezza e la purezza della Chiesa, partendo proprio da chi aveva il compito di guidare gli altri nella Fede.

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DIDASCALIA:

Una immagine di Padre Pio tra alcune sue figlie spirituali.

Tra i presenti si intravvede anche una Suora, quasi a voler far riflette sull’importanza delle “personali vocazioni” alle quali si è chiamati.

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