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“La Preghiera che salva”. 5 Novembre.

  

5 Novembre.

“La Preghiera che salva”.

   Era l’anno 1943, quando, durante la Guerra, un Professore, che era sfollato a San Giovanni Rotondo, una sera andò a trovare Padre Pio, mentre egli era raccolto in Preghiera nel Coro dell’antica Chiesetta.

   Così egli ebbe modo di intrattenersi un po’ con il Padre, in un momento di comunicazione e di riflessione spirituale.

   Il Professore così descrive quel particolare e importante momento: “Ci sedemmo su di una di quelle vecchie e logore panche, lungo il corridoio che portava al Coro.

   Il Padre mi parlava in un modo umile e paterno, tanto che le sue parole mi penetravano anche spiritualmente.

   Quella sera trattò due punti importanti, inerenti la vita interiore: uno riguardava la mia persona, l’altro faceva riferimento alle Anime del Purgatorio.

   Da tali suoi discorsi, ho potuto subito constatare che egli aveva una conoscenza chiara delle Anime Purgatorio, dello loro stato di purgazione dopo la morte, nonché della durata delle pene che la Divina Bontà assegna a ciascuno di loro, sino allo

allo stato di purificazione totale, per raggiungere la Beatitudine Eterna”.

   Il Professore, dopo avere parlato in maniera del tutto personale del suo stato d’animo, del cammino, della perfezione cristiana e della libertà dell’uomo, passando al secondo punto, inerente alle Anime del Purgatorio, così riferisce: «In quella circostanza, io gli raccomandai l’anima di uno Scrittore, che io avevo seguito nelle mie letture giovanili.

   Io non aggiunsi altro, né feci il nome dello Scrittore, ma il Padre intese perfettamente a chi alludevo.

   Avvenne, quindi, che egli mostrò apertamente il suo rammarico per quell’Anima alla quale, di certo, non erano mancati aiuti spirituali e preghiere; poi disse: “Figlio mio, lui ha amato troppo le cose del Mondo!”; al ché, prima che io potessi aggiungere altro, per chiedergli quanto tempo quell’Anima sarebbe rimasta in Purgatorio, egli mi rispose: “Comprendo cosa vuoi sapere; sappi che egli vi rimarrà almeno per cento anni”.

   In fine così concluse: “È necessario pregare per le Anime del Purgatorio.

   È difficile poi credere quanto Esse possano ottenere per il nostro bene spirituale, come riconoscenza e gratitudine verso coloro che le ricordano e pregano per loro”.

   Le parole conclusive di Padre Pio lasciano bene intendere come le Anime del Purgatorio, una volta liberate, o aiutate dalle nostre Preghiere, restano riconoscenti verso chi le ha ricordate, intercedendo, a loro volta, per i viventi ancora in esilio in questa valle di lacrime, quindi sottoposti al dolore e all’umana sofferenza.

DIDASCALIA:

Una “particolare immagine di Padre Pio”, immerso in una raccolta e profonda Preghiera, come in un intimo contatto con il Soprannaturale.

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